Gattopelliccia

Certo che gli umani sono ben strani. Il bipede femmina che vive con me, ad esempio. La sera quando mi accoccolo sul divano mi accarezza il manto folto, mi dice che sono il suo peluche, tuffa la sua faccia nel pelo rosso e mi fa mille complimenti. Evidentemente le piace la miciopelliccia. Non ho dubbi. Sospetto che invidi il mio punto di rosso lei che ha i capelli color sottobosco. Poi sta messa proprio male, diciamocelo. Sulle gambe ha quattro peli radi. Spelacchiata al limite dell’imbarazzo. Mica come me che sono morbido dappertutto. E non si tiene: nonostante la sua passione ogni tanto si chiude in bagno e, stoica, si strappa tutti i peli che ha. Credo voglia rinforzarli. E si vede che soffre. Quell’aggeggio infernale oltre che rumoroso deve essere anche doloroso. Dovrebbe prendere un ricostituente per infoltirli, fare qualche maschera nutriente, mica raderli a zero. Ogni gatto lo sa che non ci si cura la pelliccia in modo così criminale. Poco male, però, rimanendo il più bello tutte le coccole sono per me.

Date Posted: Thursday, March 25th, 2004
Scritto da: Calzetta
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evoluzione e cinghiali

Come ogni felino che si rispetti, anche io ho preso in casa con me un essere umano che svolga tutti i lavori manuali lasciandomi ad una vita di ozi come si confà ad un gatto (chiariamo: i lavori manuali sono assolutamente degradanti, noi gatti siamo talmente evoluti che li facciamo fare ai bipedi umani).
Purtroppo io sono di carattere troppo buono e ne pago le conseguenze: prima di tutto, siccome il mio umano si sentiva solo, gli ho fatto prendere una compagna (la gattoconsorte) per fargli fare coppia. Poi acconsento che lui sbrighi le faccende della gattoconsorte e di sua suocera (ovviamente questo non deve interferire con le attività che deve svolgere per me).
Amici felini, voi direte che sono troppo buono: è vero. E infatti gli umani, se non sono tenuti strettamente al guinzaglio, tendono a sbracare: prima di tutto il mio umano ha ormai un pelo sul muso abbastanza lunghetto (nonchè ingrigito, mentre prima lo aveva di un bel colorito focato). Inoltre tende a passare troppo tempo al computer. Con il risultato che da essere umano normale (homo sapiens) è passato oggi ad uno stadio evolutivo inferiore, ovvero il cinghialone (homo insapiens): barba incolta, jeans, scarpe da ginnastica e capelli leccati (non laccati, avete capito bene, ha messo il gel sul capello bagnato, facendo l’effetto leccato da una mucca). Quando è tornato a casa mi ha reso (giustamente) omaggio, però, siccome si è involuto mi ha anche pestato la coda… il traditore. Poi mi ha preparato un ricco pasto con uova, tonno, fagiolini lessi e fagioli borlotti, però lo dovrò punire per avermi pestato la coda….. tzè..sono stato troppo buono ed ecco il risultato…merita una punizione.
Potere Felino

Date Posted: Thursday, March 25th, 2004
Scritto da: Gatto di Gattostanco
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Remember me

Devo ricordarmi di dire a quella umana di non agitarsi troppo…o invece del latte viene fuori lo yoghurt.

Date Posted: Thursday, March 25th, 2004
Scritto da: Witchina
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La vera vita di mia figlia

Vorrei raccontarvi della mia adorata figlioletta… ovviamente non prendetemi per pettegola, ma è che lei è un pò testa matta: ad esempio, le ho detto di stare attenta alla cottura della pasta, ma lei non ci sta attenta..la pasta viene o scotta o troppo al dente.
E poi, nel rifare il letto…insomma non mette le lenzuola proprio in maniera simmetrica coome me..ehhh..
Ma d’altro canto, lo sapevo che finiva così…sappiate che era un bel tipino quando ancora doveva nascere: io ero incinta e andavo a messa, come entravo in chiesa, lei subito si agitava nel pancione…non poteva soffrire le prediche del prete!!!! Quale impudenza. Poi ad esempio passeggiavo ocn le mie amiche e parlavo dicose interessantissime come il macramè e il punto croce e lei si agitava nel pancione. Stranamente quando passavo vicino a qualche macchina subito lei si calmava. Quando è nata poi, appena il dottore le ha dato lo schiaffetto (come succede in tutti gli ospedali), lei lo ha preso a calci nei maroni.
Però poi ho scoperto come calmarla: è bastato montare delle lucine azzurre nella sua culla: una cosa assolutamente tamarra, ma lei era contenta così (anche se adesso nega tutto e dice che chi le mette nella macchina è tascissimo). E che dire dei sonaglini e delle fiabe?? Come fiabe voleva la “Vita dei grandi del rock” e come sonaglino voleva che fosse agitato a suon di musica. Ora vado che devo dirle alcune cose (ad esempio, che Alex ha bisogno di due coperte in più e che prima dei 10 anni non è il caso che il bambino esca di casa o si ammala). Ma poi torno, eh???
Saluti…

Date Posted: Thursday, March 25th, 2004
Scritto da: Titti mamma di Black Cat
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Nottataccia

Stanotte non riuscivo a dormire. Mi sono messa a contare i topi. Non quelli che girano per casa: non ce ne sono per casa, Black Cat non permetterebbe mai a quelle bestiole di scorrazzare indisturbate per la sua magione. Da brava femmina umana (umanoide, quando si fonde con la moto), i saporiti roditori le fanno senso.
Io dunque contavo i topi mentalmente, come si contano le pecore. O quasi. Le pecore sono più disciplinate: saltano la staccionata ad una ad una con regolarità, da bravi soldatini con la maglia di lana.
I topi si scaraventano a orde, si accalcano, passano come gli pare: chi salta la staccionata, chi ci si intrufola sotto, chi ci si arrampica e si lascia cadere dall’altra parte, chi schizza attraverso le sbarre; non c’è popolo più confusionario dei topi.
Contarli in queste condizioni è una fatica. Alla fine ti addormenti, ma hai gli incubi tutta la notte e ti svegli con le tempie martellanti.
Ecco perché stamane ho gli occhi pesti e la gola secca, e imploro dalla mia black-accuditrice uno zabaione ricostituente, con tartine di criceto.

P.S. Però anche un patè di alllodola… ghh ghhh ….

Date Posted: Thursday, March 25th, 2004
Scritto da: Witchina
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Il Gemello

È permesso?
C’è nessuno?
AHÒ! SVEGLIA !!!
Ma che razza di gatticomio è mai questo?
Mi auguro non sia una fatica di Sisifo tutto ‘sto bloggare felino.

In ogni caso mi presento: sono senza nome. Non ho mai avuto un padrone stabile, quindi sono abituato a farmi dare un nome da chiunque mi svuoti mezza scatoletta davanti.
Avrei dovuto essere il gatto di gattostanco, ma le circostanze delle vite (nove se ricordo bene) di un gatto sono innumerevoli e a volte beffarde.
Un caldo pomeriggio primaverile di tanti anni addietro il buon gattostanco (uomo dalle superlative doti umane, quindi poco più di un decimo di un gatto mediocre) scelse me, indicandomi come suo futuro gatto. Io e il mio fratellino accovacciati in una cesta di vimini avevamo occhi solo per la nostra mamma e le cure di una gentile vecchina umana.
Quella notte sognai che mi sarei strozzato con una palla di pelo se avessi rivisto il ventunenne gattostanco. Egli mostrava segni di indiscutibile stanchezza già allora e non mi piaceva il suo sorriso da pirlotto di provincia (con questo non voglio dire che un umano pirlotto di città sia diverso, sempre umano è).
Decisi che sarei scappato per mai più far ritorno.
Ora col pelo sempre splendente, ma non più giovanissimo, ho deciso di aggregarmi a questa combriccola di perdipelo, mangiapappa, schivaciabatta e cuscinodormienti.

Manco di un nickname tutto mio, mancando di un nome, e quindi ho abusato della chiave d’ingresso di mio fratello gemello gatto di gattostanco. Non lo vedo da quella mattina in cui decisi di fuggire. Ad essere sincero manco anche del suo nome. Due gatti senza nome. Mah!
Spero che il mio gemello si degni di riconoscermi e che qualcuno si adoperi per scodellarmi del cibo e di decidere per un nome. Anche se per questa sera dovrò arrangiarmi con le razioni d’emergenza. Mi sono rifornito passando davanti alla pizzeria poco distante. Non vedo neanche un’ombra in giro per il gatticomio e non ho voglia di fare esplorazioni. Come molti gatti sono per nulla ecofobico, e ci sono ben poche cose migliori di una bella pizza salame piccante mangiata in santa pace, lontano da avventori chiassosi.
Poso le cose, faccio lo spuntino e mi raggomitolo da qualche parte.

Date Posted: Thursday, March 25th, 2004
Scritto da: Gatto di Gattostanco
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CONDOMINIO FELINO

Il caso. Oggi il bipede femmina coi capelli color sottobosco è impegnata a firmare, ma con la penna e non con la zampa come farei io, l’atto per comprare la cuccia a due piani dove vivo da qualche settimana. Nello stesso giorno mi si offre una cuccia in comproprietà con altri gattoni simpatici. Un condominio felino insomma. Necessito di qualche informazione, così mi organizzo. Ci sono spese condominiali? Chi le pulisce le scale? E le lettiere? Devo pagare un mutuo anch’io per vent’anni? In crocchette ovviamente. Mi preme di saperlo perchè ho le zampe bucate e quei bipedi non è che mi danno la paghetta settimanale, tocca arrangiarmi da solo. smily

Date Posted: Wednesday, March 24th, 2004
Scritto da: Calzetta
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Ma cosa è questo???

Ehm, scusate, non vorrei disturbare…ma la Witch, si insomma la gatta della mia adorata (e sconsiderata) figliuola, mi ha pregato di partecipare a questo blog… Ma cosa potrei scrivere??? Io sono sempre così discreta… e poi non vorrei dispiacere mia figlia…sigh..la mia adorata, innocente figliuola… la mia unica figliuola…che mi è stata portata via da…da…da quel brutalone di Tony. Che si è presentato come un pallino tenerone…. e invece era un lupo travestito da pecorella…. e adesso mi ha reso nonna…la mia figliuola: così innocente, e ora mi ha reso nonna… ma come avranno mai fatto?? ma insomma cosa avranno fatto???
Mah

Date Posted: Wednesday, March 24th, 2004
Scritto da: Titti mamma di Black Cat
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Nuova casa

Finalmente una nuova cuccia da cui scrivere delle angherie che quotidianamente scrivo e per dare consigli ai miei fratelli felini: ad esempio il gatto Bobo da Roma mi chiede cosa potrebbe fare per vendicarsi del padrone che non lo fa coricare sul letto. La mia risposta è semplice: siediti sul suo piatto prima che lui ci metta la sua pappa. Questa pratica ha 3 pallini nella mia personalissima “Guida alle torture cilene”.
Alla prossima,
Potere Felino!!!!

Date Posted: Wednesday, March 24th, 2004
Scritto da: Gatto di Gattostanco
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Gatto nero, Uomo Nero

Anche in questo caso, l’aggettivo sembra appiccicare al soggetto una connotazione negativa: il gatto nero porta sfiga, l’uomo nero viene a portar via i bambini.
Dico, a parte la superstizione sul gatto e un vago razzismo sull’uomo, vi rendete conto della sciocchezza? Il nero è un bellissimo colore: è il colore del mio pelo, e tutti sanno che ho vinto il titolo di Miss Gatta Padana Con Padrona Padoana. Shcus se è poco.

Date Posted: Wednesday, March 24th, 2004
Scritto da: Witchina
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